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venerdì 13 giugno 2014

Campionati Italiani di Sabaudia: l'ambientamento accelerato



Nove ore di viaggio sono sufficienti per acclimatarsi a latitudine decrescente, altitudine pari a zero e temperatura pari a trenta, quindi alle 17 come consuetudine si comincia a lavorare: l'allenamento in macchina non vale! 

Non siamo a Pusiano, ma 700 km più in giù, a Sabaudia. Non siamo a una vogata qualsiasi, ma ai Campionati Italiani. Stavolta tocca a Ragazzi e Under 23. Dopo Varese, Moltrasio ha ritrovato l'abitudine alla vittoria tricolore, ma la routine è facile da spezzare. Per questo tutti al proprio posto: slegate le barche, scaricati i remi, montati gli scalmi, impalate le barche. Quasi quasi minaccia pioggia, ma la temperatura è ideale per l'uscita del singolo dei fratelli Magnaghi e di Miles, per il quattro senza ragazzi, per il doppio Sara-Maria. 

Non fanno in tempo a provare tutti e per di più manca una parte di squadra e allora si attende l'aereo di Guglielmo, si cena in fretta e di nuovo al lago che odora di mare. L'"americano" è arrivato: jet-lag e valigia dispersa ma il vizio di remare Elmo non lo perde e riassaporare l'Italia proprio ai tricolori fa recuperare sonno (o perderlo, dipende dai punti di vista). Anche l'otto delle ragazze sfila al tramonto e incuranti della levataccia del mattino c'è ancora tempo, energia e spazio per un dolce, anzi il dolce per eccellenza di Sabaudia: le bombe di Ciccio


Domani si saluterà il giorno e, siccome ancora niente gare, chissà che non ci scappi la mezza giornata al di là del ponte, sul mare.

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